Vivere tra visibile e invisibile: la spiritualità che trasforma la vita.
Credo che per me sia stato più facile che per altri credere nell'esistenza di un Mondo invisibile.
Quando la mia maestra spirituale ha iniziato a parlarmi di spiritualità, energie, connessioni, universo, angeli custodi, ecc., io non ne sapevo davvero nulla.
Perché ci ho creduto così fortemente sin da subito? Perché arrivavo dalla follia. Così ho chiamato spesso il mio modo di sentirmi quando ho attraversato il buio la prima volta. Quando tutto della tua vita ti pesa, quando non riesci a trovare gioia in niente, quando brami la morte come atto di liberazione, quando il tuo cuore è spezzato da un dolore così forte da non sapere più chi sei, allora credersi folle potrebbe essere una risposta che si avvicina molto alla verità.
Forse perché in fondo c'è un sapere dentro ognuno di noi, che riconosce che l'unica cosa che conta nella vita è l'amore. E così ti senti folle a non amare ogni cosa di questa incredibile esistenza. Credo che ogni cosa giri intorno a quello, che l'universo sia amore, che TUTTO sia amore.
Ma mi rendo anche conto di quanto questo sapere, che è consapevolezza, venga soffocato, quasi respinto, dall'errata idea che abbiamo del dolore. Ce ne siamo fatti un'idea sbagliata e ciò gli ha permesso di indurire i nostri cuori, di farci vivere nella paura, di renderci vittime e carnefici e di allontanarci da una verità profonda: la nostra.
Per questo ho creduto a un mondo che andava oltre tutto quello che conoscevo, perché se non ero più in grado di stare bene in un mondo tangibile e visibile, allora doveva per forza essercene un altro. Ho scoperto solo dopo che non sono mondi separati, che su questa Terra coesistono e che l'esistenza di entrambi dà un senso a ogni cosa.
Io ho avuto una vita prima di questa consapevolezza e posso dirvi che, se conduciamo una vita senza spiritualità, in cui non scendiamo in profondità nell'animo umano fino al punto in cui non esiste separazione da niente e da nessuno, allora stiamo privando noi stessi e l'universo intero della nostra gioia di vivere, del nostro potenziale e quindi del nostro contributo all’evoluzione.
Essere una coach spirituale per me è una missione di vita, vorrei che le persone potessero entrare dentro se stesse, capire che c'è un'altra prospettiva in grado di trasformare non solo noi stessi ma anche il mondo. Ma mi scontro con una grande diffidenza e superficialità, la spiritualità viene fraintesa, sminuita, spesso rifiutata.
Probabilmente il tangibile è l'unica cosa che conta in questa corsa che tutti chiamano vita, non c'è tempo per fermarsi e credere in qualcosa che non puoi vedere, anche se quel qualcosa sei TU.
Pochi giorni fa sono passata a salutare una mia cara amica in biblioteca e ha voluto presentarmi una sua conoscente. Abbiamo parlato per qualche istante e io, parlandole del mio lavoro, le ho detto che credo che sia fondamentale per le persone imparare a conoscerSi. Lei ha ripetuto la parola "conoscersi", dando un tono più incisivo sull'ultima sillaba.
Mi ha detto: "Avrei dovuto incontrarti 40 anni fa; se qualcuno mi avesse aiutato a capire chi ero davvero, la mia vita sarebbe andata in maniera completamente diversa. Invece ho lasciato che fossero la vita e gli altri a decidere per me".